201701.24
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Omissis…”Anche l’ultimo motivo di appello relativo alla operatività della polizza contratta con la xxx è infondato e va respinto. In proposito il giudice di primo grado aveva accolto l’eccezione della Compagnia Assicuratrice, sostenendo che “le condizioni di polizza escludono i danni derivanti dall’inadempimento dell’assicurato e le condizioni particolari invocate dall’attore come indicate nella comparsa conclusionale, prevedono si degli adempimenti della garanzia, tuttavia di natura diversa e tali da non far rientrare anche il danno del tipo di quello dedotto in giudizio.”
A fronte di tale motivazione l’appellante si è limitata a dedurre che i danni non erano derivati dal suo inadempimento, ma da un fatto accidentale indipendente dalla sua condotta e consistito nella inidoneità dei lavori effettuati da yyy stesso per isolare il seminterrato di sua proprietà

Omissis…”Ciò posto, va ribadita la inoperatività della garanzia assicurativa per il tipo di evento dannoso lamentato da controparte in quanto nella fattispecie ci troviamo in presenza di un mancato adempimento della prestazione da parte dell’installatore L., riconducibile, secondo l’accertamento del CTU, a cause diversificate quali, la carente stagionatura del legno, l’umidità dei luoghi e le inadeguate tecniche di posa (v. pag.5 della relazione).

E il contenuto della prestazione, oggetto del contratto commerciale tra la L. e il Sig. A., non può essere evidentemente garantito da una polizza di responsabilità (che, ricordiamo a noi stessi, copre “…i danni involontariamente cagionati a terzi..….in conseguenza di un fatto accidentale….” v. doc.1 all’art.1.1 lettera a) riguardando in via esclusiva il rischio dell’imprenditore.

In sostanza, qui non ci troviamo di fronte ad un danno causato dall’attività della L. ma ad una prestazione contrattuale non adempiuta correttamente.

Nel caso specifico non ci sono stati danni ad altri beni del Sig. Q., sia a cose che a persone, ma più semplicemente non è andata a buon fine l’installazione del parquet che costituiva l’oggetto della prestazione contrattuale.

Tant’è che il danno (v. relazione del CTU) consiste nel rimpiazzo, con i dovuti accorgimenti tecnici, della medesima fornitura di parquet.

Se ad esempio durante i lavori per l’installazione del parquet, gli operai della Ditta L. avessero procurato dei danni agli altri locali dell’immobile del Sig. Q., nulla quaestio, detti danni sarebbero rientrati tra quelli risarcibili a termini di polizza.

Ma nella fattispecie nulla di tutto questo è avvenuto se non, ripetesi, il mancato o non regolare adempimento della prestazione contrattuale pattuita tra le parti: l’installazione del parquet.

Orbene l’assicuratore garantisce i danni che nello svolgimento di una qualsiasi attività l’imprenditore, direttamente o tramite i suoi preposti o collaboratori, può procurare a terzi, ma certamente non può sostituirsi all’impresa in caso di parziale o totale inadempimento della prestazione dalla stessa impresa assunta contrattualmente.

In altre parole, relativamente ai fatti di causa, siamo in presenza di un danno non risarcibile o, più correttamente, di un non danno a termini di polizza.

Oggetto della polizza di responsabiltà civile è solo ed esclusivamente la responsabilità extracontrattuale di natura colposa dell’assicurato, espressione di quel principio del neminem laedere codificato dall’art. 2043 c.c.

Sono invece ovviamente esclusi dalla suddetta copertura (come del resto anche da qualsiasi analoga polizza di responsabilità civile terzi) tutti i danni che conseguono a pretesi inadempimenti contrattuali o che discendono da violazione delle obbligazioni di legge o negoziali assunte o facenti carico alle parti che, come tali, non hanno alcun requisito di accidentalità o involontarietà.

Va in proposito rilevato altresì che trattandosi (quella sul rischio assicurato) di clausola limitativa dell’oggetto del rischio dedotto in polizza e non di una limitazione della responsabilità, per concorde insegnamento della giurisprudenza di merito e di legittimità, detta clausola non è soggetta a specifica approvazione ex art.1341 c.c. (v. tra le altre Cass. Civ. Sez. III 16/6/1997 n.5390)…”omissis.

Corte di Appello, sentenza n. 7675 del 21/12/2016, inedita

Conferma Sentenza del Tribunale di Roma n. 4663 del’ 8/03/2007